sabato 10 giugno 2017

Una bevanda per meditare: storia e cultura attorno al tè.

Nel corso del tempo sono sorte numerose leggende per descrivere la scoperta e l'utilizzo delle foglie del tè. Certo è che nei secoli si diffuse molto in numerose parti d'Oriente, due esempi su tutti sono la Corea attorno al  VII secolo ed il Giappone nel 729 d. C. grazie al monaco buddista Yeisei di ritorno dalla Cina. Il suo consumo presso i ceti elevati e soprattutto nei monasteri rese la preparazione di questa bevanda non solo un atto pratico ma soprattutto un rito.
Sebbene oggi quando si parla di tè si pensi alla Cina occorre ricordare che qui divenne popolare relativamente tardi, ovvero verso il VI secolo; fino ad allora fu comune solo la pratica di masticarne le foglie.

(I preparativi del tè, stampa antica)

Dopo l'avvento della dinastia Ming (1368 - 1644) il tè venne dichiarato monopolio di Stato e divenne una moneta di scambio. Da ricordare che Cina e Giappone non furono gli unici poli culturali e di consumo di questa bevanda, anche in India vi è una grande tradizione del tè.
Il nostro protagonista entrò nelle abitudini europee solo attorno al XVII secolo.
Nella seconda metà del Seicento la Russia firmò un patto con la Cina per il trasporto e il passaggio del tè attraverso la Mongolia e la Siberia; da allora la Russia ne divenne uno dei maggiori Paesi consumatori.
In Francia il tè venne importato attorno al 1643. Tra l'altro è utile ricordare che per diverso tempo venne considerato una bevanda per ricchi ed intellettuali e quindi una merce costosa; nonostante ciò la moda attorno al suo consumo si estese anche agli altri Paesi.
L'Inghilterra è legata da sempre, anche nello stereotipo comune, a questa bevanda, già nel 1657 venne aperta a Londra la prima Tea House, il successo fu da subito tanto grande che nel Settecento si serviva più tè che caffè. Come conseguenza a ciò vennero varate forti tasse sulle sue importazioni che incentivarono la nascita e sviluppo di numerose attività di contraffazione che iniziarono ad essere combattute solo alla fine del XIX secolo.
Nel Nuovo Mondo la tradizione del tè ebbe inizio nel 1664 con l'acquisto da parte degli inglesi di New Amsterdam (che divenne poi New York), legate alla storia di questi luoghi sono inoltre le famose guerre che si scatenarono tra coloni ed inglesi che portarono poi i primi a dichiarare l'indipendenza dai secondi.
Attorno al 1834 l'Inghilterra iniziò a creare coltivazioni su ampia scala nelle Indie, qui lo sviluppo dei mezzi di trasporto a partire dalla seconda metà del XIX secolo determinò una riduzione generale dei costi legati alla sua commercializzazione.
Bisogna ricordare che, come successe per altre materie prime, anche il tè inizialmente venne accolto con sospetto; solo successivamente con il suo consolidamento nel tessuto sociale, culturale ed economico la situazione si modificò considerevolmente. Furono numerose poi le indicazioni terapeutiche per le quali veniva consigliato: da buon corroborante ad un aiuto per l'eros, senza parlare degli aspetti culturali ad esso associati: esotismo, incontro con culture considerate affascinanti, raffinatezza e prestigio.
Oggi questa bevanda sta riscontrando (nuovamente) sempre più successo e attenzione, ai quali si aggiunge un occhio di riguardo alla sua origine, al processo di trasformazione della materia prima e alle corrette modalità di preparazione e servizio.
Nell'arte i simboli e significati che il tè ha assunto nel corso dei secoli sono molteplici come si può osservare dai due esempi che ho voluto inserire qua sotto.

(Pietro Longhi, La visita al Lord, 1746, New York, Metropolitan
Museum)

(Johann Zoffany, Lord John Willoughby de Broke e la sua famiglia nella sala
della colazione a Compton Verney, 1766, Los Angeles, The J. Paul Getty Museum)
Nel primo quadro la teiera in argento mostra, senza ombra di dubbio, quale sia la bevanda protagonista, inoltre la presenza del coltello da burro e del burro fa capire quali fossero le abitudini alimentari della colazione che veniva consumata tra l'altro in camera da letto come indica il modo in cui il nobiluomo è vestito. La seconda opera propone una scena di vita di una famiglia di ceto elevato e tipicamente inglese, il servizio da tè in porcellana finemente decorato e la biscottiera non lasciano dubbi anche in questo caso su quale sia la bevanda protagonista. Inoltre, re del piccolo tavolo e, in un certo senso, della scena, il magnifico samovar in argento è un classico esempio dell'importanza del tè; vi era conservata e mantenuta infatti l'acqua calda che serviva a rabboccare la teiera vuota.
Due scorci di un'epoca insomma che fanno capire bene l'importanza che ha avuto il nostro protagonista nella cultura e nei consumi passati.

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